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La serata condotta da Carloandrea Malvicino, Stellantis Enlarged Europe CO2 Emissions Reduction Strategies è stata divisa in sezioni per permettere a tutti di comprendere la terminologia e i fenomeni, quali siano gli scenari, come impatti il mondo dell’automotive, come stiano evolvendo le infrastrutture di ricarica e, infine, quale possa essere il contributo della circular economy.
In merito al riscaldamento globale, si è chiarito come sia causato dall’aumento dell’effetto serra, dovuto alla concentrazione crescente di gas serra nell’atmosfera, come CO₂, CH₄ e gas sintetici. L’uso dei combustibili fossili ha accelerato questo fenomeno, portando a un incremento significativo delle temperature globali tanto che i dati più recenti mostrano come gli anni 2023 e 2024 siano stati i più caldi mai registrati, con una temperatura media della superficie terrestre che ha superato i valori precedenti.
Non meno critici sono gli “eventi estremi” perché l’aumento delle temperature ha causato fenomeni meteorologici sempre più intensi, tra cui incendi boschivi su larga scala, cicloni distruttivi, ondate di calore estreme e siccità prolungate.
Secondo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) l’evoluzione del cambiamento climatico dipenderà dalle misure di mitigazione adottate: senza un’azione concreta, la temperatura potrebbe aumentare tra 3,2°C e 5,4°C entro il 2100, con effetti irreversibili.
È stato quindi chiarito come il trasporto su strada rappresenti circa il 17% delle emissioni globali di CO₂. La transizione verso la mobilità elettrica è quindi fondamentale per la riduzione dell’impronta ecologica del settore, ma con due aspetti rilevanti:
Si è presentato un esempio di come sia complessa la transizione verso una generazione di energia rinnovabile confrontando quanto generato dall'impianto di cogenerazione Torino Nord, con una potenza elettrica pari a 400 MW con l’equivalente di pannelli solari o con turbine eoliche: la quantità di superficie necessaria o il numero di pale sarebbe enorme.
Cruciale è la sfida delle infrastrutture di ricarica perché per supportare la transizione verso la mobilità elettrica, è necessario aumentare significativamente la disponibilità di punti di ricarica.
Lo stato attuale mostra come il numero di stazioni di ricarica è ancora insufficiente rispetto alla crescita prevista dei veicoli elettrici.
Ci sono problemi di scalabilità perché In Italia, si stima che entro il 2030 saranno necessari 2.700.000 punti di ricarica, un numero difficilmente raggiungibile con le attuali politiche di espansione. La carenza crea anche problemi per i tempi di attesa visto che in alcuni scenari urbani, il tempo medio di attesa per la ricarica può arrivare a 530 minuti, creando un serio ostacolo alla diffusione dell’elettrico.
Si è infine spiegato come per ridurre l’impatto ambientale del settore automobilistico, Stellantis abbia avviato il Circular Economy Hub a Torino. Questo progetto si basa su quattro strategie fondamentali:
In conclusione la lotta al cambiamento climatico richiede un impegno collettivo da parte di governi, aziende e cittadini. La riduzione delle emissioni passa attraverso la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica, la decarbonizzazione dei trasporti e l’adozione di modelli economici circolari.
Senza un’azione tempestiva, le conseguenze per il pianeta e la società saranno sempre più critiche.
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